nel fantasy

  ... perchè la realtà è fantastica!

 ... perchè "fantasia è la bellezza", come ha detto la piccola Agnese di 4 anni.

... perchè "fantasia è capacità di vedere la realtà",  come ha detto Antonio Spadaro.

 ... perchè un conto è l'evasione e un conto è disertare, come ha scritto  J.R.R Tolkien

 ... perchè "il poeta cerca di mettere la testa in cielo mentre il logico cerca di mettere il cielo dentro la propria testa la quale però alla fine si spacca", come ha scritto G.K.Chesterton

... perche la fantasia ti apre sull'INFINITO, come ha scritto Ghalaib

... perchè "la fantasia è più importante della conoscenza", come ha detto Albert Einstein.

 Cos'è questo regno della fantasia che ci irconda ed asedia da ogni parte, se non la realtà stessa? In verità noi non inventiamo nulla. Cancelliamo e ricreiamo, scoperchiamo e scopriamo. Tutto è già dato, dicono i mistici, abbiamo solo da aprire gli occhi e i cuori, per identificarsi con ciò che è. Henry Miller

 

ed ora, per approfondire ...

 

 

Harry Potter, protagonista dell'Osservatore Romano

Il quotidiano del Vaticano apre le porte alla critica fantasy. Ne nasce un articolo duetto-duello tutto da leggere in bilico tra fantasy, realismo, stupore e ... pregiudizio.

 

  ---***---

 

La menzogna e la paura dai fratelli Grimm a Harry Potter. Storia della letteratura fantastica degli ultimi sette secoli

 Un bellissimo articolo di Silvana De Mari sul fantastico ... e molto altro! Da non perdere!

 

 ---***---

 

Michael Ende ed il Sogno
Intervista a Luisa Vassallo a cura della dott.ssa Patrizia di Resta
 
Michael Ende ed il Sogno: in quale dei suoi racconti emerge in maniera esemplare questo connubio?
 
Forse varrebbe la pena, innanzi tutto, chiedersi cos'è un sogno, anche se l'attesa della risposta potrebbe essere lunga e inutile considerato che la nostra mente è costituita da meccanismi misteriosi che il metro della scienza non è ancora riuscito a misurare.
Del sonno e dei sogni si chiese Aristotele; Pedro Calderon de la Barca scrisse che "La vita è sogno", mentre William Shakespeare cercò di descrivere forme e colori di un "Sogno di una notte di mezza estate", ma nessuno, fino ad ora, ha capito che cosa essi siano.
Altrettanto affascinate potrebbe essere la domanda: "cos'è la realtà?" davanti alla quale pensatori e filosofi si sono arrovellati rischiando spesso di finire in un guazzabuglio di definizioni secondo le quali essa è "mera illusione" (Cartesio), oppure "ciò che ci appare, che è finito e conoscibile tramite l'esperienza" (Kant), o ancora il "non io" (Fichte).
Con l'ingenuità di un bambino e la sua finissima eleganza inglese, il grande scrittore G.K. Chesterton ha ricercato la definizione di "realtà" percorrendo la strada del paradosso. Nel suo famoso saggio "Ortodossia" scrisse: "Le sole parole che mi sono sembrate sempre soddisfacenti per descrivere la natura sono quelle usate nei libri delle fate: "malìa", "stregoneria", "incantesimo". Queste esprimono l'arbitrarietà del fatto e il suo mistero. Un albero dà i frutti perché è un albero magico. L'acqua scorre verso il piano perché è fatata; il sole splende perché è fatato. (…) Questo elementare senso di stupefazione non è una mera fantasia derivante dalle novelle delle fate; al contrario, tutto lo spirito delle novelle delle fate deriva da esso".
Ciò che ci permette di capire cos'è il sogno e cosa sia la realtà, è quindi, forse, lo sguardo - inteso come amore e stupore - che abbiamo sulle cose: "Dammi occhi miracolosi per vedere i miei occhi / questi specchi rotanti che vivono in me / cristallo terribile / più incredibili di tutte le cose che vedono" scrisse ancora in una sua poesia G.K. Chesterton.
Par di capire, dunque, che la realtà può essere vissuta appieno solo se viene illuminata dalla Fantasia, dal Sogno, dalla Speranza; ma al tempo stesso la Fantasia può rinnovarsi e uscire da una piatta stereotipia solo se riceve stimoli dalla Realtà per cui è forse vero che non possiamo parlare di realtà se non parliamo di sogno e viceversa.
Di questo bizzarro connubio lo scrittore tedesco Michael Ende si è fatto cantore attraverso le sue opere tra le quali, la più famosa e la più esplicita in questo senso, è senza dubbio "La storia infinita".
In particolare, in uno dei dialoghi più drammatici del racconto, l'autore affronta in modo diretto l'argomento quando fa incontrare il giovane Atreiu, incaricato dall'Infanta Imperatrice di salvare Fantàsia, e Mork, il servitore del Nulla.
Con cinico godimento, il lupo svela al ragazzo una terribile verità: le creature della fantasia, del mondo dei sogni, che vivono nel regno dell'Infanta Imperatrice, una volta assorbiti dal Nulla vengono catapultati nel mondo reale nel quale trovano uomini desiderosi di distruggerli credendoli menzogne. Gli stessi abitanti di Fantàsia, per salvarsi, sono costretti a negare l'esistenza del loro regno "e questa è la cosa principale - sostiene il lupo - perché solo se non vi conoscono per quello che siete veramente si può fare di loro quello che si vuole".
"Cosa … fare di loro cosa?" - chiede allarmato Atreiu che non capisce.
"Tutto quello che si vuole. Si ha il potere su di loro. E nulla dà maggior potere sugli uomini che la menzogna. Perché gli uomini, figliolo, vivono di idee. E quelle si possono guidare come si vuole. Questo potere è l'unico che conti veramente. Per questo anch'io sono stato dalla parte del potere e l'ho servito, per avere la mia parte, anche se in modo diverso da come potete fare tu e i tuoi simili."
"Ma io non voglio aver parte del potere!" gridò Atreiu.
"Resta calmo, piccolo sciocco", brontolò il Lupo Mannaro, "non appena verrà il tuo turno di saltare nel Nulla, diventerai anche tu un servo del potere, senza volontà e irriconoscibile. Chi lo sa a che cosa potrai servire. Forse servirà il tuo aiuto per indurre gli uomini a comperare cose di cui non hanno bisogno, o a odiare cose che non conoscono, o a credere cose che li rendono ubbidienti, o a dubitare di cose che li potrebbero salvare. Con voi, creature di Fantàsia, nel mondo degli uomini si fanno i più grossi affari, si scatenano guerre, si fondano imperi …"
Per fortuna, nel corpo del romanzo, le parole del lupo non si realizzano: un fatto imprevisto interviene nella storia e pone fine al terribile inganno.
Bastian, un ragazzino impacciato e timido che si era rifugiato nella soffitta della scuola per fuggire a un gruppo di bulletti, ha con sé uno strano libro intitolato "La storia Infinita" attraverso il quale legge e si appassiona alle avventure di Atreiu. In verità non si tratta di un libro come tutti gli altri, ma di una sorta di "porta" attraverso la quale l'Infanta Imperatrice entra in contatto con il mondo reale per lanciare un appello nel tentativo di salvare il suo regno. E così, quando sembra che ormai ogni speranza sia perduta, questo piccolo brandello della realtà di nome Bastian, giunge a Fantàsia e, attraverso sogni e desideri, lentamente ricostruisce il fantastico regno dell'immaginario e spezza l'imbroglio e la furia del Nulla.
Un'opera meno conosciuta di Michael Ende ma in tutto simile ad un sogno, è "Lo Specchio nello Specchio". Si tratta di una sorta di viaggio all'interno di un labirinto, un gioco letterario dentro il quale è facile perdersi ma nel quale non si può non provare meraviglia.
Spesso, come elemento di coesione interna, l'autore sfrutta una parola o un oggetto che, comparso al termine del racconto precedente, torna incidentalmente in quello successivo, sottolineando ancora di più l'idea di una catena di specchi che si riflettono l'uno nell'altro.
Il senso del Mistero incombe ora invitante, al pari di una voce che chiama il cuore e lo sguardo a cose più grandi, ora enigmatico, attraverso il faticoso rapporto tra la Realtà e il Sogno, che ricorda una famosa poesia di Par Lagerkvist il quale solleva la questione in modo drammatico: "Perché giace una creatura nel fondo delle tenebre / e invoca qualcosa che non esiste? / perché così avviene? / Non c'è nessuno che ode la voce invocante nelle tenebre. / Ma perché la voce esiste?”.
E perché esiste la fantasia? Perché esistono i sogni e il cuore dell'uomo non può fare a meno di sperare? La voce di cui parla Lagerkvist, la fantasia, il Mistero, il sogno esistono perché noi possiamo essere più umani, come spiega l'Infanta Imperatrice in un brano della Storia Infinita: "Ci sono due modi per varcare i confini fra Fantàsia e il mondo degli uomini, un modo giusto e uno sbagliato. Quando le creature di Fantàsia vengono trascinate nell'altro mondo in quella terribile maniera, quello è il modo sbagliato. Ma quando è un figlio dell'uomo a venire da noi, questo è il modo giusto. Tutti i figli dell'uomo che sono venuti fra noi hanno appreso qualcosa che solo qui potevano apprendere e che li ha fatti tornare nel loro mondo profondamente mutati. Erano diventati veggenti, perché ci avevano visto nella nostra vera natura. Per questo potevano ora guardare anche il loro stesso mondo e i loro prossimo con occhi del tutto diversi. Là dove prima non vedevano che banali cose quotidiane, scoprivano d'improvviso miracoli e misteri. Per questo venivano volentieri da noi in Fantàsia. E quanto più ricco e fiorente il nostro mondo diventava grazie a loro, tanto meno erano le menzogne nel loro mondo, e tanto più perfetto esso diventava. Così come i due mondo possono distruggersi a vicenda, allo stesso modo possono vicendevolmente risanarsi."
  
Quale importanza\ruolo ha nell’uomo lettore il sogno? E’ esso, secondo lei (scrittrice e lettrice ad un tempo) il motore o la conseguenza della tensione alla lettura?
Uno dei maggiori poeti australiani viventi, Les Murray ha scritto: "Niente è detto finché non è sognato in parole, e niente è vero che solo in parole si manifesti."
Ciò che troviamo in un libro, le parole che vi sono scritte, per essere vere non possono non farsi carico dell'esperienza vissuta di chi le ha scritte e di chi le legge. Entrare nel "sogno" che un libro racconta, nelle visioni descritte, significa entrare nel cuore di un'altra persona e, soprattutto, permettere che il nostro cuore risuoni con il suo, che il suo e il nostro sogno si fondino insieme e diventino un tutt'uno. Il meccanismo della lettura si basa su questa risonanza che si crea, su questa vibrazione cristallina che sboccia quando il sogno che lo scrittore ha colto per primo, viene raccolto da un altro che lo coltiva e lo fa vivere in sé.
Lo scrittore italiano Gianni Rodari, autore di fiabe moderne scrisse a proposito: "un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore (…) Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l'esperienza e la memoria, la fantasia e l'inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente, per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere."
Il "sogno" dello scrittore, la parola che egli lancia nel mare delle coscienze, nell'anima di chi legge, è la scintilla iniziale che mette in moto il mondo dei desideri e della fantasia dei lettori: una volta iniziato il processo, tutto accade come una danza nella quale scrittore e lettore respirano la stessa musica e crescono come fratelli abbracciati alla stessa madre.
Ogni viaggio fantastico nel "Paese delle Meraviglie" o al centro della Terra o nello spazio interstellare, ogni sguardo poetico sulle cose è per ogni scrittore un modo per vedere meglio la realtà e la storia, per cogliere in maniera più densa la ricchezza dei loro significati. Il lettore, d'altra parte, è chiamato a stare al gioco, a rispondere a quella visione che gli è donata e che gli permette di vivere l'esperienza che la storia o i versi di quanto sta leggendo gli danno l'occasione di vivere.
  
Qual è il suo sogno?
Il mio sogno? Non smettere mai di gustare la realtà!
Penso che una delle cose peggiori che possano capitare agli uomini sia quella di scivolare nell'indifferenza, o di dar le cose per scontate. Anche l'ingratitudine e la dimenticanza sono esperienze terribili che spengono la luce della vita e mutilano l'umanità che è in noi. E' terribile dimenticare il sorriso di un amico, la parola che un giorno ci ha scaldato il cuore, lo sguardo attraverso il quale ci siamo sentiti amati anche solo per un istante; è terribile dimenticare il sapore di una pesca o il profumo delle rose quando l'inverno gela ogni cosa; arroccarsi nei pregiudizi e perdere la capacità di meravigliarsi ….
Il mio sogno? Poter sentire sempre vere, nella mia vita, le parole di una bellissima poesia della scrittrice americana Mary Oliver: "(…) Quando sarà finita dirò: per tutta la vita / sono stata la sposa dello stupore. / Sono stata lo sposo che prende il mondo nelle sue braccia. / Quando sarà finita non mi chiederò se la mia vita è stata / qualcosa di particolare e reale. Non voglio ritrovarmi / a sospirare, spaventata o piena di controversie. / Non voglio ritrovarmi, alla fine, ad avere semplicemente / visitato questo mondo."
  
I sogni sono i desideri cantati da Cenerentola o valori reali e tangibili a livello psichico?
Gli approcci alla spiegazione dei sogni sono diversi e divergenti, un intera gamma tra due estremi: quello materialistico che li considera il prodotto accidentale dell'attività del cervello in condizioni di riposo, e quello variegato e stile new age, che vi scorge il riflesso della propria attività spirituale se non addirittura il luogo delle comunicazioni con gli abitanti dell'Aldilà.
Si può sognare in tanti modi: a occhi aperti, in modo inconscio, per profetizzare, per dar forma a una speranza … e non è possibile analizzare in poche battute ognuno di essi.
Ma può aiutarci a trovare una risposta la saggezza di S. Agostino che disse che "Il sogno, la poesia, l'ottimismo aiutano la realtà più di ogni altro mezzo a disposizione" anche perché, come scrisse lo stesso Agostino in un altro brano, "la speranza - che del sogno è parente stretta - ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per le cose viste. Il coraggio per cambiarle".
 
 
 
 
Homepage gratis da Beepworld
 
L'autore di questa pagina è responsabile per il contenuto in modo esclusivo!
Per contattarlo utilizza questo form!